Erano i primi anni del novecento quando un ingegnere statunitense, Willis Carrier, sfruttava per la prima volta le caratteristiche dei passaggi di stato fisico dei gas, per trattare e modificare le condizioni termo igrometriche dell’aria contenuta in un volume chiuso.
In questo suo primo approccio, Carrier interveniva attraverso un processo di raffreddamento dell’ aria per abbassarne il livello di umidità che rendeva inutilizzabile la carta in una tipografia di Brooklyn.
I suoi successi diedero poi il via a studi legati al benessere fisico delle persone e iniziò così un processo di evoluzione dei sistemi di trattamento dell’aria che portarono nel tempo agli attuali sistemi di condizionamento dell’aria presenti ovunque, basti pensare agli uffici o ai centri commerciali, ai ristoranti o ai mezzi di trasporto per non parlare poi delle abitazioni o delle automobili.

Lasciamo al WEB il compito di approfondire la discussione riguardante le differenze tra le definizioni di Condizionatore e Climatizzatore, ricordando che il tutto è ampiamente sviscerato dalle  NORME UNI di riferimento per il settore e parliamo di quella che per noi è la più importante distinzione:

  • il condizionatore d’aria regola la temperatura attraverso un termostato sul quale si imposta il valore desiderato e indirettamente, durante il suo funzionamento in pompa di calore o in raffreddamento, abbassa il grado di umidità sottraendola all’aria.
    Bisogna notare che mentre durante il riscaldamento invernale (funzionando cioè come pompa di calore) l’aria viene “seccata” per effetto dell’innalzamento della temperatura, durante il  raffreddamento estivo l’aria viene deumidificata producendo acqua di condensa convogliata alla rete di scarico.
    In entrambi i casi non vi è un controllo diretto del grado di umidità. L’aria trattata è sempre quella ambiente, pulita attraverso apposite sezioni filtranti o anche purificata o ionizzata per migliorarne la qualità.
    È il caso dei sistemi di condizionamento dell’aria residenziali.
  • Il climatizzatore d’aria, sicuramente più completo, regola la temperatura e l’umidità mediante un sistema di batterie di trattamento termico e reti di ugelli di nebulizzazione acqua, appositamente dimensionate e poste nella giusta sequenza, avvalendosi di sensori e dispositivi di controllo.
    Si parla in questo caso di UTA (Unità Trattamento Aria), impiegate in ambiti commerciali ed industriali, dove oltre ai sistemi di filtrazione o purificazione aria, si provvede ad un ricambio con aria esterna secondo tabelle previste sempre dalla norma UNI 10339 in funzione dell’utilizzo dei locali interessati.

È doveroso precisare che, la differenziazione tra condizionatore e climatizzatore non dipende dal fluido circolante nelle batterie di scambio termico.
Infatti il così detto fluido vettore (perché trasporta energia termica) definisce se il nostro impianto sia un sistema a espansione diretta (fluido vettore gas refrigerante) o un sistema idronico (acqua trattata termicamente mediante una pompa di calore dotata quindi  di un circuito frigorifero reversibile funzionante con gas refrigerante).

Parleremo in altro momento di quei sistemi che utilizzano fluidi differenti come gli impianti di refrigerazione ad ammoniaca  o gli impianti di refrigerazione a CO2, al momento impiegati nei sistemi di refrigerazione industriale.

Al giorno d’oggi, tutti i condizionatori o climatizzatori in commercio vengono anche definiti pompe di calore in quanto grazie alla inversione di ciclo frigorifero ottenibile attraverso il comando di controllo della unità interna, possono trasformarsi in elementi scaldanti in sostituzione dei sistemi tradizionali.

Grazie alla continua evoluzione tecnologica ed all’avvento della tecnologia inverter applicata a questi sistemi, i coefficienti di rendimento sono diventati tali da consigliare il loro utilizzo anche come sistemi di riscaldamento primario o per la produzione di acqua calda sanitaria.

Tornando ai sistemi di condizionamento residenziale, sia a espansione diretta che idronici, in commercio troviamo un’offerta vastissima che copre due macro necessità:

  • MONO SPLIT (per un solo ambiente, con 1 unità esterna ed 1 unità interna)
  • MULTI SPLIT (per 2 o più ambienti, con 1 unità esterna e più unità interne o nel caso dei sistemi canalizzabili, con più bocchette per immissione aria trattata nei vari ambienti).

Fatta questa prima fondamentale distinzione vediamo quali sono le unità interne split più diffuse in ambito residenziale e che possono essere utilizzate sia nei sistemi mono split che multi split.

  • SPLIT A PARETE

Sicuramente la tipologia più diffusa, hanno raggiunto ormai livelli estetici e di silenziosità altissimi e su questi aspetti, le case produttrici investono gran parte del budget di marketing; sono oramai diventati in molti casi dei complementi di arredo anche se, richiedendo la disponibilità di uno spazio per la loro installazione, gli architetti di interni faticano a sposarli con le proprie idee di arredamento.
Quando possibile, viene loro riservato lo spazio sopra le porte che difficilmente potrebbe essere impiegato per il posizionamento di mobili, librerie o altro.
L’installazione in alto permette di diffondere l’aria parallelamente al soffitto, riducendo il fastidio che potrebbe generarsi dalla ventilazione forzata dell’aria.
Generalmente, nelle applicazioni mono split, risultano anche essere la soluzione più economica.

  • SPLIT A CASSETTA

Vengono generalmente posizionate al centro di un contro soffitto, in quegli ambienti talmente ampi per i quali una soluzione con unità split a parete sfavorirebbe la zona più lontana oppure in quelli di grande altezza (fino a 4,5 metri) dove la distribuzione dell’aria avviene verso il basso e in più direzioni.
Tuttavia, per effetto della stratificazione dell’aria calda, tendono a generare problemi di comfort termico durante il loro utilizzo come sistemi di riscaldamento primario.
Solitamente sono dotate di una pompa di scarico condensa interna per il drenaggio dell’acqua prodotta verso il punto più vicino della rete di scarico.

  • SPLIT A PAVIMENTO

Costituiscono una buona soluzione dal punto di vista tecnico poiché il loro posizionamento a pavimento, con la ventilazione aria indirizzata verso l’alto e la ripresa nella parte bassa, permette una efficace circolazione dell’aria superando i problemi di stratificazione.
Proprio per questo sono i più indicati come sistemi di riscaldamento primario.
Tuttavia, sempre a causa del loro posizionamento a livello pavimento, risulta quasi sempre necessario ricorrere a pompe di scarico per la condensa prodotta dall’unità in fase di raffreddamento.

  • SPLIT CANALIZZABILE

E’ sicuramente il sistema che più risponde alle esigenze estetiche e di comfort ambientale. Il suo posizionamento in contro soffitto e la distribuzione dell’aria attraverso la bocchetta di immissione in ambiente, assicura una silenziosità impareggiabile ed un impatto estetico ridotto grazie al fatto che la bocchetta di immissione aria risulta sicuramente più discreta di una unità a parete, a cassetta o pavimento.
Predisporre poi delle riprese di aria ambiente a livello pavimento, permette di superare  agevolmente il problema della stratificazione d’aria.
Grazie ai sistemi di ZONIFICAZIONE, dotati di termostati di zona e serrande motorizzate, con una sola unità interna e una rete di condotti flessibili coibentati è possibile condizionare più ambienti.
Ovviamente, se da un lato otteniamo il vantaggio di avere una sola linea di alimentazione elettrica, frigorifera e di scarico condensa, dall’altro non si può prescindere, per motivi estetici, dal prevedere una contro soffittatura della zona di installazione della unità interna e dei condotti coibentati di adduzione dell’aria trattata. Sicuramente il risultato finale giustifica le opere murarie necessarie, soprattutto se l’installazione viene prevista nell’ambito di una ristrutturazione.
L’utilizzo di sistemi canalizzabili inoltre risulta essere indicato anche in applicazioni commerciali, come negozi e uffici o industriali come capannoni o industrie.

Per concludere, una volta definito il tipo di impianto che vogliamo realizzare, dovremo consultare un tecnico installatore qualificato dotato delle dovute certificazioni professionali (Reg. CE 303/2008) che provveda alla installazione a regola d’arte e che alla fine dei lavori ci rilasci il Certificato di Conformità come da DM 37/2008 per il lavoro svolto.

Un buon professionista potrà inoltre guidarci a ottenere le agevolazioni fiscali previste per questo settore.

Il condizionamento dell’aria

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